Restauro di tre orologi storici del Palazzo Reale di Napoli

Sponsor: Tarì Società Consortile per Azioni

 

Oggetto: Restauro dell’orologio Il Tempo e la Storia, dell’orologio da caminetto stile Luigi XVI e dell’orologio con Giulio Cesare

 

Periodo: Luglio/Ottobre 2025

 

Collocazione: Palazzo Reale di Napoli

 

Intervento eseguito da: Antea restauri per le casse esterne e dal maestro orologiaio Diego Ferventino per il meccanismo interno, con il coordinamento del progetto di Ilaria La Volla, funzionaria restauratrice conservatrice in collaborazione con l’Ufficio Mostre di Palazzo Reale.

 

Tre orologi della collezione di Palazzo Reale sono stati sottoposti a restauro conservativo, grazie ad una sponsorizzazione del Tarì, il centro Orafo Campano che raccoglie oltre 400 aziende e costituisce un punto di riferimento indiscusso in campo nazionale e internazionale del settore.

Gli orologi sono Il Tempo e la Storia esposto nella Galleria, l’orologio da caminetto stile Luigi XVI nel salotto del Re e quello con Giulio Cesare posizionato nella sala del Trono.

Con un accordo siglato tra le parti, al Tarì è stata allestita dal 10 al 13 ottobre una piccola mostra “Tempo Prezioso- Orologi tra storia e maestria” con l’intento di rappresentare un ponte tra cura del patrimonio e formazione professionale. Per l’occasione, oltre a quelli restaurati, sono stati esposti altri 2 orologi, di cui uno da taschino, e alcuni gioielli della collezione della reggia accompagnati da contenuti multimediali.

 

Orologio con “Il Tempo e la Storia” 

L’Orologio con “Il Tempo e la Storia”, opera di Charles Guilleme Manière e Philippe Thomire è un raffinato oggetto del II decennio XIX secolo in marmo rosso, bronzo dorato e patinato e metallo smaltato.

L’orologio raffigura allegoricamente il “Tempo”, come vecchio barbuto alato impugnante la falce e la “Storia”, come una giovane donna che regge un libro in atto di arrestare con la mano l’avanzata distruttrice del tempo. All’interno del globo blu, decorato con stelle dorate, è contenuto il meccanismo dell’orologio. La due sculture principali sottolineano il gusto neoclassico e la predilezione per temi colti tipica della committenza reale.

L’intervento di restauro è stato articolato in più fasi: lo smontaggio iniziale ha consentito un’analisi puntuale dei singoli elementi, a partire dal globo, fino alle figure allegoriche del Tempo e della Storia, realizzate in bronzo brunito e dorato. Il globo, dipinto su supporto metallico, è stato oggetto di un delicato consolidamento pittorico, rimozione dei depositi incoerenti e delle vernici alterate, reintegrazione delle

lacune e applicazione di una vernice protettiva. Le superfici bronzee sono state trattate con pulitura meccanica e chimica, mentre i marmi sono stati puliti, lucidati e protetti tramite cere naturali e prodotti idrorepellenti. L’obiettivo è stato quello di preservare la stratificazione materica e storica dell’opera, recuperandone l’integrità estetica e funzionale.

 

Orologio con Giulio Cesare

L’imponente orologio di manifattura francese del XIX secolo collocato nella sala del Trono, è conosciuto come “l’orologio con Giulio Cesare” per la presenza della statua in bronzo patinato del celebre personaggio appoggiato alla cassa. Questa poggia a sua volta su una base rettangolare decorata con foglie d’acanto e con un sontuoso trofeo centrale e quattro corone imperiali intrecciate sugli spigoli anteriori della base.

Questo magnifico oggetto testimonia il gusto per l’ingegno meccanico e la celebrazione del potere attraverso l’arte.

L’intervento è stato finalizzato a ristabilire l’equilibrio formale tra le superfici marmoree e metalliche, compromesso dall’azione del tempo. Dopo il disassemblaggio delle parti, le superfici in marmo sono state trattate con metodi a umido controllato e lucidate manualmente, mentre gli elementi in bronzo sono stati sottoposti a una combinazione di puliture chimiche e meccaniche, con successiva applicazione di inibitori di corrosione e protettivi finali. Particolare cura è stata riservata alla figura di Giulio Cesare, trattata con procedimenti a basso impatto, mirati alla conservazione della patina originale.

Il progetto si è concluso con il rimontaggio finale, garantendo solidità strutturale e coerenza stilistica dell’opera.

 

Orologio da caminetto

L’orologio da caminetto di manifattura francese (1840 circa) era destinato a impreziosire un salone di rappresentanza. Questo esemplare si distingue per la struttura compatta e la ricca decorazione di gusto neo rocaille che ne fa un perfetto esempio di orologeria decorativa per interni aristocratici. La cassa in bronzo dorato, con riccioli e figurine di satiri suonatori, presenta al centro una placca di porcellana dipinta raffigurante una scena galante.

L’orologio presentava un degrado superficiale riconducibile a fenomeni di ossidazione e opacizzazione dei materiali. Il restauro ha previsto lo smontaggio dell’intera struttura e successivi interventi di pulitura meccanica e chimica sul bronzo dorato, con tecniche compatibili con la presenza di sottili lamine dorate. Le superfici in porcellana sono state trattate con soluzioni acquose debolmente alcaline per rimuovere lo sporco senza intaccarne la brillantezza. Al termine, tutti i materiali sono stati protetti con rivestimenti consolidanti trasparenti, secondo criteri di reversibilità e compatibilità chimica. L’intervento, pur conservativo, è stato finalizzato a restituire al manufatto la sua raffinata luminosità, in linea con l’originaria funzione ornamentale e rappresentativa.

 

Grazie a questi interventi è oggi possibile ammirare i tre orologi nelle sale del Palazzo Reale restaurati e nuovamente funzionanti.