Creato nel Seicento come affaccio sul mare del palazzo vicereale, questo lato dell’edificio restò incompiuto, come dimostrano le strutture in piperno, limitate alla porzione più antica. L’area era collegata al sottostante arsenale militare dalla rampa del Gigante, che prendeva il nome dalla colossale statua collocata nel Seicento all’angolo verso il Largo di Palazzo (l’attuale piazza del Plebiscito) e oggi esposta nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Già nel Settecento esisteva un Giardino Pensile verso il mare.
Intorno alla metà dell’Ottocento, con la ristrutturazione dell’intero Palazzo a opera dell’architetto Gaetano Genovese, gli edifici che racchiudevano questo cortile, cresciuti in modo irregolare nei due secoli precedenti, vennero ridefiniti secondo un disegno omogeneo e perfettamente simmetrico. Al centro fu inserito un ponte in ghisa per collegare il Giardino Pensile al vestibolo dell’Appartamento di Etichetta; distrutto dai bombardamenti del 1943, il ponte è stato fedelmente ricostruito nel 2009.
Gli androni di accesso a questo cortile costituiscono altrettanti cannocchiali prospettici tra gli altri cortili e il mare. In fondo, attraverso l’androne orientale, si accede alla cosiddetta “Spianata”, ampio terrazzamento da cui si gode una magnifica vista del porto e del golfo, con sullo sfondo il Castel Nuovo e il Vesuvio.