Nel Seicento questo spazio corrispondeva alla “Gran Sala” o Sala Regia, utilizzata dai viceré per feste e spettacoli con allestimenti provvisori. Nel 1768, in occasione delle nozze di Ferdinando IV di Borbone con Maria Carolina d’Austria, la sala fu trasformata stabilmente in teatro dall’architetto Ferdinando Fuga. Le nicchie accolgono dodici statue in cartapesta raffiguranti Apollo e le nove Muse, le divinità protettrici delle arti, Minerva, la dea della saggezza, e Mercurio, il messaggero degli dei. La scelta della cartapesta corrisponde a un allestimento di tipo scenografico congeniale a un ambiente teatrale, ma anche funzionale dal punto di vista acustico.
Durante la Seconda guerra mondiale i bombardamenti distrussero la decorazione settecentesca della volta, poi ridipinta imitando lo stile originario. Nella scena centrale sono raffigurate le Nozze di Poseidone e Anfitrite, soggetto che ripropone quello dipinto dal pittore Antonio Dominici nel 1768.
Il Teatro di Corte è ancora oggi una struttura attiva, che ospita rappresentazioni teatrali, concerti, convegni e conferenze.