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Allegoria del Fuoco: il ratto di Proserpina

PIETRO DURANTI (attivo a Roma dal 1743 – morto a Napoli 1791 ca) su modello di GEROLAMO
STARACE FRANCHIS (Napoli 1730 ca – 1794)
firmato e datato 1763
arazzo in lana e seta su ordito di canapa

Nella mitologia romana, di origine greca, Proserpina figlia di Cerere è rapita da Plutone mentre raccoglie fiori in un prato, alle pendici dell’Etna, e condotta agli Inferi. Vediamo nella scena centrale dell’arazzo la fanciulla afferrata da Plutone e trascinata su una biga dorata verso il cuore della Terra, che si apre tra le fiamme sotto le zampe di un cavallo bianco.
Nella ricca bordura sono raffigurate in alto, la Fenice, uccello magico che risorge dalle proprie ceneri, e in basso la Salamandra, che resiste alle fiamme, ed è anche simbolo della Giustizia.
L'arazzo intende rappresentare l’allegoria del Fuoco: infatti fu commissionato nel 1762 per completare un paramento sul tema dei Quattro Elementi – Aria Acqua Terra Fuoco – iniziato già nel 1739 dalla Reale Arazzeria di S. Carlo alle Mortelle, sotto la direzione di Domenico Del Rosso.

La Reale Fabbrica degli arazzi era stata fondata da Carlo di Borbone nel 1737, a seguito della dismissione della celebre Manifattura medicea e potè, dunque, giovarsi di parte dei tessitori che avevano fino ad allora lavorato a Firenze. I primi a giungere a Napoli, nel novembre del 1737, furono Domenico Del Rosso e Giovan Francesco Pieri. Mentre questi provvedevano all’acquisto dell’attrezzatura e dei materiali necessari ad un immediato avvio dei lavori, si stabilì di scegliere
come sede della fabbrica l’edificio annesso alla Chiesa di San Carlo alle Mortelle, già destinato a sede del Laboratorio delle Pietre Dure e successivamente dell’Accademia del Disegno. Direttore fu nominato Domenico Del Rosso che mantenne la carica fino al 1761.

Il Ratto di Proserpina fu realizzato con la consulenza di Luigi Vanvitelli, che scelse come autore del cartone Gerolamo Starace Franchis, pittore solimenesco che aveva dipinto la volta dello Scalone della Reggia di Caserta.
Dal punto di vista tecnico e stilistico quest’opera rappresenta una svolta nella attività della Manifattura, per l’uso della tecnica ad alto liccio, con telai verticali, introdotta da Pietro Duranti, e per il ruolo assegnato agli aspetti figurativi, per i quali, piuttosto che recuperare immagini da stampe o da repertori, si commissionano cartoni a olio ai migliori artisti del tempo.

Aperto tutti i giorni 8.00-20.00 - Chiuso Mercoledì

Intero: € 6 - Ridotto € 2
Gratuito sotto i 18 anni

Piazza Plebiscito 1 , 80132 Napoli